VATTI A FIDARE DEGLI ‘AMICI’.. L’Ocse avverte l’Italia: “Potrebbe servire una nuova manovra”

Chiusa una porta si apre un portone, ci hanno propinato a più riprese, chi per venir fuori da un affare di cuore andato in lacrime, chi per tirarsi via da un guaio finanziario. [Tutto sempre assai aleatorio e propriamente mistico, data l’educazione cristiana che in molti abbiamo ricevuto].

Ma i mercati finanziari e la politica sono ben altro.

Fiducia? Speranza? Carità?

Potrebbero tradursi semmai in opportunismo, speculazione e cinismo.

I mercati, come gli stati ‘forti’, non conoscono la solidarietà.

“L’Italia ha intrapreso importanti riforme strutturali, progredendo sulla via del risanamento delle finanze pubbliche”. Ma.. c’è sempre un ‘ma’.

L’Ocse approva le riforme, ma ci bacchetta: non illudetevi, l’economia italiana “è di nuovo in recessione, sotto la pressione delle economie europee indebolite e delle conseguenze di breve termine del rigore di bilancio”.

Ma non eravamo stati elogiati dagli amici?

Macché! Siamo sì sulla buona strada, ma per “ridurre ancora il deficit per riportarlo a un livello molto basso nel 2013 ed eliminarlo completamente nel 2014” sarebbe ‘opportuno’ prevedere “l’adozione di alcune misure di bilancio supplementari”.

Dunque gli annunci contraddittori delle ultime settimane (chi ci segue ricorderà i panegirici smontati) stridono, accidenti. E non sono bastati gli atti ‘terroristici’ (ops: pseudo) e l’assalto all’intercessione mediatica – o le calamità naturali – per distrarci dal problema reale. Stavolta gli italiani non si son fatti prendere per i fondelli, evidentemente.

Se si era soliti confondere le idee sugli agguati economici con fatti drammatici di cronaca nera, stavolta la precarietà grave nella quale gli italiani giacciono, non permette nemmeno di solidarizzare con i popoli colpiti dalle sciagure.

Siamo rimasti abbattuti.

Quell’alito che ci resta, mentre siamo a terra, lo impieghiamo per guardare verso il cielo e immaginare il portone..

Gli esimi professori inciampano a più riprese persino sui conti matematici, i partiti di sinistra acclamano una vittoria che sembra più il canto di una sirena, i partiti di destra polverizzati. La politica dov’è?

La crisi ha annientato anche loro. Forse.

La gente è esausta.

È in corso un processo di scollamento da quelli che una volta erano gli eletti. Ora il Parlamento non ci rappresenta più: quale maggioranza ci sostiene?

Siamo in mezzo al guado e le previsioni non sono affatto accattivanti.

Secondo alcuni analisti “eppur non abbiamo ancora toccato il fondo”. La vita dell’euro, al meglio delle sue possibilità, potrebbe durare ancora dai 18 ai 24 mesi.

La crisi finanziaria ha innescato un effetto domino che ha scombinato i piani.

Fa un po’ senso leggere Michele Serra su Repubblica: “Mai avremmo pensato, pochi mesi dopo la fuoriuscita dall’orrendo regimetto del Silvio, di desiderare la sua rentrée..”.

Eppure Berlusconi era stato il primo, un anno fa, a ipotizzare il ritorno alla lira, e Tremonti ad auspicare l’emissione di eurobond. Ma come Cassandre, sono stati burlati.

Ma quella ruota malefica all’interno della quale si stabiliscono morti e sopravvissuti che ha previsto, adesso?

Giovanni Falcone era solito ripetere che “la mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine”.

E a proposito di uomini e ‘amici’: non entriamo nel merito della prossima bolla tecnologica!

Il debutto del titolo Facebook in borsa ha destato allarmi e sospetti. Dopo il crollo del titolo al Nasdaq, è arrivata una pioggia di accuse verso i protagonisti della quotazione. Pare che solo ad ‘alcuni’ investitori privilegiati fosse stata comunicata una riduzione consistente delle previsioni di crescita dei ricavi del social network. Fatto che ha contribuito al crollo del titolo nei primi giorni di contrattazioni. Si parla di svariati miliardi di dollari di perdite.

Vatti a fidare degli amici..

[Marilena Rodi su un settimanale locale del 26 maggio 2012]

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