POTERI FORTI A CHI? Dall’omelia Debortoliana alle sentenze Grilline

Fino a quando nessuno aveva avuto il coraggio di smuovere la definizione ‘poteri forti’ appioppandola a qualcuno di ingombrante, ognuno è rimasto sulla terra “come trafitto da un raggio di sole ed è subito sera”..

Leggere il direttore del ‘Corriere della sera’ scrivere “Non vi sono vere élite o egemonie di qualità, ma solo una congerie disordinata e caotica di ingessature corporative” suona come un allarme codice rosso in pieno relax, all’indomani del primo vero segnale di tentativo di abbandono della nave da parte di chi oggi ci governa.

Così come suona strano, a me, leggere giornalisti di notorietà nazionale (con i quali ho discusso in rete su twitter), solo oggi denunciare gli “sgarbi memorabili” di Mario Monti, diffonderli e pataccarli come “brutta figura” del primo ministro. O meglio ancora come “un esempio istruttivo di arroganza istituzionale personificata”.

Ma la domanda che sorge naturale è una: ve ne accorgete solo ora? Oppure vi hanno sbendato? Chi avevate da edulcorare fino a ieri?

Così il popolo, che ha visto Napolitano come il liberatore e Monti come il salvatore (s’è pure divertito a chiamare il primo decreto-stangata “salva-Italia”. Che coraggio), ora qualche dubbio se lo pone.

Ma la ‘colpa’ di chi è?

Sempre del popolo.

L’uomo preferisce delegare ad altri le proprie scelte.

E si disinteressa di quello che i governanti gli propinano, pur se sono mazzate.

Ogni popolo ha il governo che si merita. Di che ci sorprendiamo?

Nichilismo post-moderno o realismo pre-futurista?

Con Berlusconi il popolo aveva imparato a sentirsi protetto da qualcuno di ingombrante che lo rasserenava, che mitigava il quotidiano e che gli offriva in pasto show televisivi e spot da ‘meno tasse per tutti’.

L’incalzare dei fatti di cronaca, lo spauracchio ‘spread’, la debolezza greca e l’incubo fallimento hanno risvegliato gli italiani che si sono accorti, improvvisamente, di avere qualche problema economico. Oltre che l’ipnosi delle luci rosse puntate su Arcore.

Ora gli italiani devono fare i conti con una classe dirigente che non esiste.

Che i professori sbaglino i conti è di dominio pubblico (i casi Imu ed esodati sono solo un puntino), ora cercano di autoeliminarsi. Domani è un altro giorno e la memoria delle persone è corta: chi se ne ricorderà?

Ma nessuno riesce a circoscrivere il problema: non ci si pesta i piedi, tra ‘poteri forti’.

Chi pensa che questi siano le banche non ha guardato molto oltre il proprio naso, evidentemente. I 48,2 miliardi di euro che l’Italia deve versare al fondo salva-stati servono a trarre in salvo la Grecia, la Spagna e l’Irlanda e a rimpinguare le casse europee.

Il fondo è stato creato nel 2010 dall’Ue, ma di fatto – tra salvataggi vari – ha quasi esaurito le sue disponibilità: un rincorrere i bilanci. Il 2 giugno 2010 il fondo ha versato ad Atene 110 miliardi e il 29 ottobre 85 all’Irlanda. Nel 2011, il 16 maggio, via libera a 78 miliardi al Portogallo. Nel 2012, il 14 marzo, nelle casse elleniche sono arrivati i famigerati 130 miliardi; orai 100 miliardi alla Spagna.

Il mostro si alimenta.

Mentre Monti s’ingegna su nuove tasse per gli italiani.

Intanto una pseudo legge anticorruzione fa da palliativo a ben altre ‘angosce’, tipo la legge elettorale (che dubito si farà perché non conviene a nessuno ora), la responsabilità civile dei magistrati e un piano sviluppo per tornare a guardare il cielo.

In tutto ciò aspettiamo il voto della Grecia, domani.

La politica s’intreccia con l’economia, è inevitabile, e il popolo delega ai governanti soluzioni. Le pretende. E intanto vota Movimento 5 stelle pensando di poter delegare a Grillo la gestione dei problemi. Sveglia! Il comico-mattatore-provocatore non auspicava certo (davvero) la liquefazione dei partiti! Ma pensavate davvero che votandolo avreste potuto trasferire le responsabilità?

Grillo, in un’intervista di 2 giorni fa a Marco Travaglio ha confessato: “Ma io mica mi candido! Preferisco restare un battitore libero, un franco tiratore” (come dire, non ha alcuna intenzione di farmi carico del governo dell’Italia). “Non siamo pronti a riempire un vuoto così grande. Se falliamo ci appendono per i piedi”, e poi pretendendo attivismo dalla società civile sentenzia: “Ci sono quelli che si ostinano a pensare che l’Italia la salva l’uomo della provvidenza, che mette le cose a posto per tutti mentre loro delegano e si disinteressano. Ma dai ragazzi, basta coi leader e i guru, diventiamo adulti”.

E al sindaco di Parma neoeletto: “Non l’ho mica messo io, ce l’han messo i parmigiani, e tocca a loro aiutarlo a salvare Parma. La gente s’impegni”.

[Marilena Rodi su un settimanale locale di ieri, 16 giugno]

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