Crisi, i barbari non siamo noi. L’Europa al funerale..

C’erano una volta i barbari, popolo invasore, rude, che con pazza furia si lanciava su territorio straniero per saccheggiarlo e catturarlo.

Il termine ‘barbari’ deriva da bar-bar, che in greco significa balbuziente (o comunque chi ha difficoltà a parlare) e serviva a indicare lo straniero. Chi, cioè, venendo da fuori-Grecia, era da considerarsi a tutti gli effetti un estraneo alla cultura greca. Allora, la sapienza comune forniva la conoscenza che oltre alla Grecia ci fosse l’altro mondo, cioè gli stranieri, quindi i barbari. Coloro che non parlavano greco. Da qui, dunque, ecco: bar-bar-i.

Buffa storia la storia.

La Grecia è da sempre considerata la culla della concezione di stato, laddove è nata la polis, la democrazia.

I barbari erano gli altri, appunto, e per barbari solitamente si intendeva il popolo che veniva da nord. Quello ruvido e nemmeno erudito. Non sapeva parlare, non conoscenza l’eleganza, era spigoloso e irascibile.

Poi la storia ci ha consegnato un altro spaccato di ‘civiltà’: il popolo ariano. La razza pura.

E le vicende belliche della storia contemporanea è scritta nei sussidiari.

Oggi ci ritroviamo a combattere la Terza guerra mondiale (come scrivevo mesi fa) ma in pochi stanno ragionando su questa contingenza. Tutti presi come sono dai valori di borsa, dagli spread, dal rigore teutonico, dalla crisi finanziaria mondiale.

Ovvero: il concetto è quello ma nessuno si azzarda a pronunciare quella parola.

Lo spettro di vincitori e perdenti è dietro l’angolo. E la Germania si guarda bene, oggi, dal far intendere che vuol vincere essa.

Ma le agenzie di rating non perdonano. Sono loro il barbaro ora.

Hanno mascherato la debacle di Lehman brothers, hanno taciuto il complotto del rialzo fasullo dei tassi inglesi (dal 2007), stanno accompagnando l’Europa al suo funerale.

Tocca anche ai ricchi piangere. E la Germania, nel cuore della notte, si è beccata la mazzata: il suo rating è stato declassato insieme a quello di Lussemburgo e Olanda (anche loro popoli che la storia ha definito come ‘barbari’).

E io lo avevo previsto e scritto molti mesi fa (anche su questo blog).

Qualcuno ha definito “invasioni barbariche” sinonimo di bruttura, ineleganza, incultura, pressapochismo e qualunquismo.

Il Made in Itay nel mondo è considerato sinonimo di eleganza, lusso, classe.

Quindi non siamo noi i barbari.

Allora perché l’Italia si è lasciata invadere dalla rudezza teutonica?

Non abbiamo i conti in ordine, risponderà qualcuno.

Ok, replichiamo. Ma perché ci hanno messo le mani addosso e cercano di saccheggiarci?

Varrà pur qualcosa il dato oggettivo che le migliori nostre aziende stanno facendo a gara per accaparrarsele.

Acquisito il marchio, però, e trasferito altrove, a che serve, se il know how resta in Italia?

Tradotto: a che serve se trasferiscono le aziende in altri luoghi se gli operai e le competenze creative (vero valore aggiunto) resta nei nostri confini?

Monti si ricorda troppo tardi che la nostra vera ricchezza è l’economia reale.

Ma perché tassarla fino a rendere l’aria irrespirabile?

Chi gli ha permesso di firmare accordi con la Russia di Putin, ieri?

Putin è un uomo d’affari.

Monti un uomo di scrivania.

Perché il Putin uomo d’affari non siede da tempo ai summit dei burocrati europei di scrivania (dall’inizio della crisi 34 -trentaquattro- summit)?

Intanto Monti porta a casa – davanti a 500 imprenditori italiani che hanno investito in Russia – accordi interessanti.

Sarà per la sua bella faccia o il suo titolo accademico?

Il guaio della crisi: si scrive euro ma si legge interessi di pochi.

L’Italia per entrare nell’euro ha dovuto svalutare la sua moneta di quasi il 50%.

La Spagna ha un rapporto spesa/pil pari dell’80%, eppure fallisce.

Gli Stati Uniti sono al 110%, ma governano ancora il mondo.

Il Giappone è al 200%..

Noi siamo al 123% e ci stanno spezzando.

Come funziona l’eurozona?

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