IL NANO GLADIATORE HA VINTO. E NOI?

grillo_berlusca

È forse una sorpresa la vittoria di Grillo? Mano sulla coscienza e dite la verità.

E sul nanogladiatore col ghigno da “condannato a vincere”? Mi pare un disco rotto ripetere le considerazioni fatte nelle settimane passate su questa tornata elettorale. Era sintomatico, e stava crescendo: la rivolta è servita. Grillo e Berlusconi, due facce della stessa medaglia: sono loro i vincitori effettivi e morali di questa consultazione.

Esprimono la rivolta: il primo verso il sistema partitico-clientelare, il secondo contro il sistema partitico-clientelare. Un ossimoro? O un errore di battitura?

Non v’indignate, se leggete queste parole. Lo sapete che ho l’abitudine d’analizzare con occhio terzo quel che accade. Ad alcuni esponenti politici con cui m’è capitato di confrontarmi nelle settimane passate ho ricordato il voto 2008, e ho raccontato loro quello che avevo registrato pre e post voto in ambito commerciale (allora mi occupavo di marketing ed economia territoriale più strettamente): “Aspettano tutti il voto”, mi era stato riferito da alcune ‘lobby’. Poi il giorno dopo l’esito, un amico concessionario mi disse: “Ho venduto 4 fuoristrada solo nella mattinata” (e per amore di cronaca aggiungo che lo stesso non vendeva un’auto da almeno 20 giorni). Che era successo? Aveva vinto Berlusconi.

Ma torniamo ai vincitori del 2013. Grillo e il nanogladiatore.

Il primo rappresenta il 25% dell’elettorato stanco degli abusi, depredato, impoverito, precarizzato, imbufalito e col forcone in mano (la matita nell’urna), che ha messo nelle mani di Grillo la decisione di licenziare i suoi dipendenti. Ha preso una nuova classe dirigente e l’ha messa in Parlamento. Detto fatto: il 40% di volti nuovi.

Il secondo rappresenta più o meno la stessa percentuale di persone stanche degli abusi, depredate, impoverite, precarizzate, imbufalite e pronte a riscuotere la “rapina dello stato”. Per questo però, gli italiani che hanno votato con l’idea di vedersi rimborsare l’Imu, dovranno attendere, per ora non se ne parla.

La somma dei due elettorati compone la maggioranza del popolo italiano. Quello zoccolo duro di cui parlavo la settimana scorsa: quello che spostandosi produce effetti, ma che la sinistra non ha percepito. Eppure aveva puntato sui migliori giornalisti, intellettuali e persino il procuratore nazionale antimafia: una squadra d’eccellenza.. Troppa élite, probabilmente. Mentre Berlusconi e Grillo giocavano la loro partita da soli. In perfetta solitudine.

Cosa insegna la storia? Questa storia?

Troppo brutale dire che gli italiani (con Grillo e Berlusconi) hanno trovato uno, inscindibile, cui delegare?

“Maybe that’s what you guys need in Italy” (Forse è di questo che ha bisogno l’Italia) esclamavano i miei colleghi americani, l’altra sera, mentre commentavamo il risultato. Si riferivano a Grillo, nel dettaglio: un comico espugnato dalle tv che ha ricominciato dalle piazze per fare proseliti con metodologie ‘primitive’. Ricominciando dalle persone. Un percorso lungo, ma efficace, mentre la politica si piegava su se stessa.

La storia ci consegna un intervallo epocale che noi stessi stiamo scrivendo. Ogni 60-70 anni si verifica una guerra, o una rivoluzione, perché ‘le masse’, solitamente troppo represse, si ribellano..

Tanti anni fa qualcuno scrisse che la Terza guerra mondiale l’avremmo combattuta con la fionda.. Nel 2013 la rivolta è il voto: matita e carta in mano.

[Marilena Rodi su settimanale locale del 2 marzo 2013]

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