“TANTO PEGGIO TANTO MEGLIO”. Se non votare è ribellione, votare la ribellione serve?

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Quando non se ne può più di qualcosa semplicemente si smette di pensarci. È il classico sistema di rimozione psicologica del dolore che tende ad annullare qualsiasi ricordo riconduca alla genesi del sentimento. L’effetto è l’anestesia affettiva. La causa complessa.

“L’intensità – scriveva nei secoli scorsi Oscar Wilde – si annulla con la sua stessa intensità”. Questo vuol dire che quanto più passione infuoca i nostri cuori tanto più energie vanno disperse. Se poi gli sforzi si propagano nei decenni (senza notare alcuna conquista) va da sé che la nostra mente a un certo punto si stanchi e il cuore cominci a pulsare meno..

Effetto annichilimento.

Questo ‘ci’ hanno fatto in questi anni: svuotato.

votareSe non fosse per i cicli storici che puntualmente ripropongono (peggiorando di volta in volta) una sinossi già vissuta – ma mai imparata – domenica e lunedì, a votare, non c’andrebbe nemmeno un italiano. Ma la rigenerazione generazionale consente di apportare ogni volta una novità: l’uomo senza memoria che si accosta alla politica senza pregiudizio. È questo che salva i politici, a onor del vero. Seppure i delusi non andassero a votare, resterebbero gli irriducibili e i nuovi. Paradosso: vecchio e nuovo, due facce della stessa medaglia. Non si guarderanno mai, eppure sono legati indissolubilmente dalla stessa storia e dal medesimo destino.

Ma al di là dell’ovvio che esala da queste considerazioni, votare, tuttavia, resta ancora l’arma con cui – scevri da inquinamenti ideologici e ‘alimentari’ – possiamo ancora permetterci di decidere chi ‘premiare’, salvo comprendere che la salvezza non sia di questa terra. Un popolo si salverà solo se ognuno ‘porterà’ la sua parte di responsabilità e la porrà sull’altare dell’autenticità e dell’onestà.

Quanti italiani in queste ore si staranno interrogando? Molti si sono schierati con la rivoluzione linguistica di Beppe Grillo, altri al fianco della retorica di Antonio Ingroia, altri ancora simpatizzavano per la fierezza intellettuale di Oscar Giannino..

Lo zoccolo duro invece sta da un’altra parte. In quello spaccato d’Italia che ancora tende a delegare. È lì che si gioca la partita vera della cattura del voto.

Se uno si sveglia e promette cose, sa bene che coglierà nel mucchio quelli che – disinformati – crederanno, o meglio: spereranno che stavolta sia vero. La capacità di comunicare idee in maniera ‘ficcante’ è chiusa nel bagaglio della ‘ripetizione a loop’: quante volte si parlerà in pubblico? Cento? Ebbene, per cento volte si ripeterà come un disco rotto l’idea vincente (facendo evidentemente calare l’ombra su aspetti meno propagandistici) fino a che “morte non vi separi”. L’idea vincente e la vita diventano una sola cosa. Una volta disinnescata la bomba, però, si percorre la via della salubrità mentale scoprendo i paradossi di questa Italia, che da decenni ripete instancabilmente una storia già nota.

Che cambia allora?

Le generazioni.

Quelle giovani invecchiano e dimenticano. Quelle in arrivo non sanno.

La mente è programmata per scoprire, sperimentare e imparare.. non nasciamo cyborg.. eppure è lì che ci stanno portando.

La consapevolezza aiuta a discernere, ma chi campa concentrandosi solo su alcuni aspetti della contemporaneità si perde altri arricchimenti: mentre, per dirla in soldoni, ci fanno preoccupare per conquistare un piatto di pasta ogni giorno (perché ci stanno impoverendo) non abbiamo il tempo di arricchire la nostra mente (del resto “mente sana in corpore sano”) e indagare sulle cause della povertà dilagante. Non c’è tempo. Non ce ne lasciano. Così noi perdiamo ricchezza culturale.

Chi siamo? Persone con la voglia di lavorare e di mangiare tutti i giorni, di far crescere i nostri figli e perché no, soddisfare la nostra gratificazione personale con un viaggio, un cinema, un gelato al chiosco..

Non è quanto possediamo in tasca che fa la differenza, ma averlo.

In questo panorama, allora, chi è il meno peggio?

Oibò..

[Marilena Rodi su settimanale locale del 22 febbraio 2013]

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