“DOLCE È L’ALBA CHE ILLUMINA GLI AMANTI”

alba

Chi proviene da un pensiero illuminista potrebbe associare questa citazione di William Shakespeare (vissuto peraltro in epoca pre-illuminista, nella sua Inghilterra, della quale descrive lucidamente gli inganni e le crudeltà del potere) a un momento storico pregnante di facilonerie e di promiscuità verbali, sensoriali e intellettuali, di cui noi oggi siamo spett-at(t)ori. Siamo spinti verso un turpiloquio sensuale da cui siamo fatalmente attratti. La nostra caccia ‘alla luce’ è il paradigma di una razza in estinzione: quella cioè, che servendo lo stato, serviva innanzitutto se stessa, con rigore e serietà. Soprattutto con dignità. E non aveva necessità di riflettori accesi e puntati.

Oggi siamo ologrammi che si mescolano in quest’atmosfera di vivaci effetti mediatici, vogliamo esserci, non tanto per dire che c’eravamo, ma per sottolineare che esistiamo e che abbiamo diritto di conquistarci il palcoscenico.

Il palcoscenico, però, va retto. Possibilmente in maniera brillante.

Ma l’alba degli amanti, dicevamo. Chi sono gli amanti se non coloro che condividono un sentimento di ‘amore’ (e di attrazione fisica)? Gli-amanti

Laddove l’amore è il sentimento che lega due persone al fine di costruire una storia affettiva, nemmeno paradossalmente potremmo pensare a quell’amore(odio) che lega due correnti ideologiche, per fare un esempio.

E l’attrazione fisica? È lo stare insieme condividendo spazi fisici e territori mentali. Il consumo materiale di quella attrazione si manifesta in molti modi. Che possono risultare visibili, in politica, ma restano invisibili per chi non sa osservare.. L’essenziale è invisibile a occhio nudo, ma “Chi ha l’occhio, trova quel che cerca anche a occhi chiusi”, diceva Italo Calvino.

Ecco, in verità gli amanti li abbiamo sul nostro palcoscenico, mentre si scambiano ruoli e si rincorrono nella veste di politici. Li osserviamo, li commentiamo, li amiamo e li odiamo, fa parte del teatro. Lo stesso di cui noi facciamo parte quando abbiamo assegnato loro ‘quel’ ruolo. Il casting lo abbiamo selezionato noi. Col nostro voto. Se siamo soddisfatti o no? Dovremmo chiederlo ai registi e ai talent scout, mentre volteggiano nelle orbite cittadine alla ricerca di un copione.

Passa un anno, e ci riscopriamo a riconsiderare i burattini e i burattinai.

L’alba illuminerà questi amanti? Ma quand’è l’alba?

Per ora ricordiamoci che l’alba di domani sarà più corta per effetto dell’ora legale.

Buona Pasqua. E buon riscatto.

[Marilena Rodi su un settimanale locale del 30 marzo 2013]

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