Dove comincia la notte? (e non è solo un titolo..)

alessio durante la presentazione

“È tutto vero, solo romanzato un po’”. Così, dal profilo dark della malavita barese si passa – attraverso un filo rosso sottile quanto tagliente che squarcia le nostre difese ideologiche – al sottobosco promiscuo e lussurioso della Bari-bene degli anni Novanta. ‘Dove comincia la notte’? È solo un modo di dire, forse, ma di fatto rende l’idea dei confini che non esistono: quando cala il sole e l’ora crepuscolare annebbia un po’ la vista lì cala anche l’attenzione, lo sguardo attento, la lucidità e le speranze.. perché un altro giorno sta finendo e chissà se dopo la notte ne nascerà uno nuovo. Sprezzante, cinico, spietatamente realistico, Alessio Viola, giornalista e scrittore, ha confezionato un ‘encomio’ cronachistico delle aule del tribunale penale, laddove la notte è già calata d’un pezzo. Ha letto migliaia di pagine di atti e verbali e – talvolta corrucciandosi – si è scontrato con quella banalità che diventa la chiave di lettura della sua città. Bari è bene e male.

Viola, editorialista de Il corriere del Mezzogiorno, ha portato alla luce aspetti di quegli anni che ormai gli adulti tendono a dimenticare e che i giovani non conoscono nemmeno. ‘Poggiofelice’, un residence edificato in occasione dei mondiali del 1990 e poi abbandonato (oggi è un luogo che ha subito una rigenerazione urbana) nel libro è il quartier generale della nuova malavita barese di allora: un complesso di villette cooptato dai fuoriusciti da ‘Barivecchia’ e messisi in proprio con lo scopo di spartirsi la provincia. E Casamassima è un pezzo di provincia: che il libro non cita esplicitamente, ma il cui passaggio ha ancora tatuato sulla pelle urbana.

Gli intrecci si infittiscono, si intersecano con la quotidianità delle professioni e svelano la normalità con la quale la rete del ‘male’ si annida nel respirare giornaliero: nulla accade se non disciplinato dal codice del malaffare. Sul palcoscenico della drammaturgia verista di Viola si alternano sbirri e spacciatori, ‘famiglie’ e amanti, prostitute di alto borgo e uomini di chiesa.. l’autore vede, legge, e non risparmia alcuno. Nemmeno se stesso, che stacca dalla scrittura pur restandone macchiato. “Se ‘Dove comincia la notte’ dovesse davvero divenire film, spero che lo sbirro sia interpretato da Alessandro Haber, mentre scrivevo pensavo a lui. Che sono anche un po’ io”, ha svelato durante la chiacchierata al caffè letterario. Un giornalista di cronaca nera spesso si apparenta ai personaggi di cui racconta, nel pensiero, perché deve anticiparne le mosse e decodificare le dinamiche malavitose. Meglio di un sociologo o di uno psicologo, che certe ‘solitudini’ le studiano solo nei libri. Ecco, Viola è stato in grado, nel libro, di farci rivivere quegli anni Novanta drammaticamente reali che hanno lasciato il segno con quegli eventi da regolamento di conti ‘privato’ fra clan, in cui la periferia umana è finita in prima pagina, e il nostro lato oscuro, oggi, è curioso di sapere. Sarà perché abbiamo assistito ultimamente a una ennesima faida?

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