In fiamme due auto: ritorsione?

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Poggiofranco, incendiate due auto in 24 ore nello stesso condominio

Un comprensorio tranquillo in una zona (presunta) tranquilla e due auto incendiate a distanza di 24 ore. È accaduto a Poggiofranco nei pressi del condominio di via Modugno, all’interno dello spazio pubblico destinato a parcheggio non assegnato. Due utilitarie: una Peugeot 206 di 10 anni e una Renault Modus di 5, entrambe di proprietà di due donne residenti in loco ed entrambe le auto colpite al cuore, al motore. Il condominio rientra nell’area di edilizia popolare e i residenti (la maggior parte abita qui dal 1958), quasi tutti anziani, pare non ricordino atti così eclatanti in passato.

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Secondo le prime ricostruzioni ad opera degli inquirenti gli atti incendiari si sarebbero verificati tra le 2.30 e le 3.30 di notte e sarebbero stati talmente rapidi da provocare la distruzione delle auto nell’arco di 20 minuti al massimo. Non si esclude che potrebbero essere stati utilizzati acceleranti, ma saranno gli accertamenti in corso a stabilire se vi siano le tracce. Le fiamme, nel caso della Modus, avrebbero raggiunto il balcone dell’abitazione al primo piano (proprio della proprietaria) provocando forte spavento negli abitanti dell’appartamento. Sul posto sarebbero giunti gli uomini della Polizia municipale e i Vigili del fuoco, prontamente allertati: “Sono stati velocissimi ad arrivare – raccontano i testimoni – tant’è che ci siamo svegliati di soprassalto con i rumori derivanti dall’intervento di spegnimento delle fiamme”.

Le due donne sono incensurate e abitano nella palazzina in questione da febbraio di quest’anno una, da circa 10 anni l’altra: “Per sentito dire – è stata la deposizione all’autorità giudiziaria di una delle due – posso riferire che in passato e prima che io andassi ad abitare, vi sono state delle diatribe condominiali per l’utilizzo del parcheggio privato ad opera di inquilini appartenenti a scale diverse da quella in questione”. Non si conoscono, naturalmente, i motivi che potrebbero aver indotto a un’azione così mirata, resta solo il dubbio che non si tratti di un messaggio. “È possibile – ha concluso una delle vittime – che abbiano agito indisturbati: con un paio di persone posizionate ai due ingressi dell’area a fare da guardiani, il terzo eventuale potrebbe aver agito senza preoccuparsi di essere colto in flagrante. In ogni caso non si può far finta di non considerare l’aspetto sicurezza”.

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Intanto lo spazio destinato al parcheggio (circa 100 metri quadri in cui riescono a essere parcheggiate una decina di auto) in questi giorni resta vuoto a favore dei vicini garage. La strategia della tensione funziona.

Fin qui la cronaca. La riflessione: che sia la crisi a scatenare gli animi..?

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