Se la puttana è la santa

L'ospite affezionata di Mariachiara Anglani

No, tua moglie non si tocca. Quella è la signora, deve stare a casa, a soddisfare il tuo bisogno di maschio italiano – tradizionalista manco a dirlo – che ti aspetta per farti il servizietto. Eccerto, lei te lo fa il servizietto, ti fa i giochini, ti acchiappa con i tacchi a spillo quando i pupi sono dalla nonna o dai cugini. Ti prepara la cenetta pepata, indossa le autoreggenti, si trucca tutta di puntino, si lacca gli artigli con cui ti graffierà la schiena, poi ti sussurra (quando rientri a casa, tra le luci soffuse) che si occuperà di te stasera.

Tu non lo sai (ma lo immagini, non te lo dirà mai: arti femminili) è andata dal parrucchiere oggi pomeriggio, si è sistemata il pube dall’estetista e si è rilassata al centro benessere. Tutto facendoti credere di essere al lavoro. Invece lei, devota, si è presa un pomeriggio per farsi bella per te, e a te, ogni tanto piace. Resti sempre incantato della tua regina. Ogni tanto lo fa per farti stare sulle spine (“madonna, come sono maschio, le piaccio ancora nonostante la pancetta, magari è sexy se se la strapazza quando facciamo l’amore”). Con lei il sesso è sempre amore. È tua moglie. La donna che hai scelto per sopportarti ogni giorno. Colei che porti al cinema, al teatro, alle recite dei figli, al pranzo della suocera. A cena fuori quando hai voglia che si faccia bella da mostrare al mondo: “Ecco il mio patrimonio”.

Lei ti accarezza, devota, e ti sussurra che nel suo mondo ci sei solo tu e che stasera deve essere solo per voi. Lasci fuori dalla porta i problemi, o la scopata che hai fatto con quella. Adesso non conta. E non conta nemmeno che ormai hai una certa età. Tua moglie è tua moglie. E i bambini sono dalla nonna. O dai cuginetti. Non te lo ricordi nemmeno più.

No, tua moglie non si tocca. Scherzi? All’amico domani dirai che la tua signora la sera prima ti ha fatto rilassare e ti ha spupazzato un po’ (se noterai che l’amico ti si avvicina come un cane da tartufo a caccia del profumo ‘diverso’ che hai domattina). “Eh, le mogli.. sai come sono. Quando hanno voglia chi le ferma? Tu? Io non ci penso nemmeno”.

Così, la serata è passata, la notte ti riposi e domattina il primo pensiero appena sveglio sarà l’sms a quella, l’altra: “Cara, mi manchi. Terribile questo tempo senza di te. Vediamoci oggi, ti prego”. “Amoreee? – si sente dall’altra stanza – che ne dici se portiamo Gigi e Martina (i piccoletti) a spasso al parco, oggi. Dai, devono staccare un po’ dal pc”. E zac! Ti vorresti fucilare per aver digitato ‘invio’ all’sms. “Sì, amore – urli di rimando – hai ragione”. I figli.. Ci pensi e speri che quella, l’altra, abbia un impegno e ti dica: “Ciao caro, oggi sono via, facciamo domani?”. Bip bip. Caz’, la suoneria! Poi un sorriso devasta l’espressione del tuo volto. Qualcuno lassù ha ascoltato la tua preghiera. Ecco, sarà una giornata rilassante, in famiglia.

La guardi al parco, mentre rimbocca il cappellino a Martina: “Non correre”, dice lei. Amorevole, che quadretto. E intanto pensi all’altra. A quello che farai con lei, domani, quando la incontri. Lei è di più. Di tua moglie. L’altra è quella che puoi dominare, che ti può fare tanti servizietti, che può soddisfare le fantasie naturali maschili. Di più che tua moglie. Di più perché puoi prenderla con violenza, strapparle la pelle, annusarla, graffiarla, chiamarla puttana sapendo che lo è. Non è lo stimolo per l’eccitazione. È proprio che hai bisogno di dirglielo mentre la prendi. È un corpo tra le tue mani (e le tue gambe). Puoi spiarlo. E restare incantato a osservarlo perché non è a tua disposizione. È un pezzo di carne da macello, lo usi perché è quella l’eccitazione maggiore: ne fai quello che vuoi, tanto lo getterai quando uscirai da quella porta. Ti farebbe schifo pensare che la tua regina fosse trattata nello stesso modo. Lei è tua moglie: e sta con te. Non può essere maltrattata in quella maniera. Immagini allora tante mani avventarsi su quella pelle, accarezzare quei seni, tirare quei capelli mentre si fa possedere.. Bella senz’anima. Una scatola vuota in cui scaricare la tua follia parossistica, smodata. Una lama di cristallo che ti ha frantumato il cervello. Ma a te piace così. Lei santa e tu redento.

Non puoi più farne a meno.

Marilena Rodi

[Immagine: ‘L’ospite affezionata’ di Mariachiara Anglani]

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...