“PER CONFONDERE I NEMICI, PONI IN ATTO AZIONI DI DISTURBO”

struzzo

La campagna elettorale è sempre un periodo di competizione all’ultimo slogan, all’ultima strategia e all’ultimo colpo di scena. È divertente, sapete. Soprattutto per chi la vive dall’interno non da candidato: gode di una visuale privilegiata e osserva le manovre con lucidità serafica, ma soprattutto ha modo di incontrare volti che segneranno un pezzo di strada. Persone che corrono instancabilmente a caccia del voto che faccia la differenza.

L’altro giorno – vi racconto un aneddoto per portarvi con me in uno spaccato di vita reale a 20 chilometri dal paesello – ero a una conferenza, una delle tante convocate per illustrare programmi, missioni, promesse etc., c’erano anche un sacco di intellettuali. Persone della ‘città-bene’ che non perdono occasione per rendersi visibili nei circuiti culturali e per fare un po’ di relazioni pubbliche. Durante una conversazione sul futuro della Costituzione (si parlava di provocazioni anti-europeiste) e dell’Italia nel contesto alto e ampio degli Stati uniti d’Europa, lo squillo di un cellulare alle spalle mi ha sorpreso. Infastidito, chiamiamo le cose col loro nome. Un signore, un avvocato quotato, ‘trattava’ con un interlocutore. Parlavano di suo figlio e del futuro della sua paghetta. Della candidatura del di lui ‘pargolo’ e della sua elezione: “Non è per me, è per lui. Così, sai, si sistema per 5 anni”.

Un bamboccione avvocatello senza né arte né parte, forse. Quanti se ne incontrano.

Sul Corriere del Mezzogiorno di qualche giorno fa un editoriale puntava proprio sui ‘candidati ad arte’, su persone e professionisti che tra poco occuperanno le sedie dei consigli comunali e che fra un annetto saranno chiamati a occupare quelle del consiglio regionale. Ovviamente non abbiamo ancora chiuso la campagna elettorale per le amministrative che la macchina politica si è già messa in moto per l’anno prossimo. Normale amministrazione Watson. Visioni? Le capiremo nelle prossime ore.

Missione? L’elezione a qualcosa.

Candidati a caccia di voti che facciano la differenza: quella di garantire lo stipendio per i prossimi 5 anni. Si naviga a vista, manca un progetto personale di vita e questa precarietà si riversa, tutta, sulla qualità dei futuri rappresentanti di governo. Giovani senza esperienza (di alcun tipo) che sperano di riempire la tasca solo garantendo il loro ruodi di ‘spingi-pulsanti’ al momento giusto, in assise cittadina.

Mentre le lobby, quelle dei grandi affari, dei grandi interessi economici, ruotano come ombre intorno ai bisogni primari delle persone.

Ho incontrato molti, moltissimi candidati. Ho parlato con loro, ho indagato le loro vite, li ho intervistati, di qualcuno ho dovuto pur occuparmi di comunicare la loro posizione politica. Alcuni capilista: “Abbiamo tenuto fuori i vecchi marpioni, abbiamo puntato sui giovani”.

Dio, che brividi. Puntare sui giovani è sinonimo di coraggio, certo, ma non sono giovani-nessuno.. Finché entreranno nei meccanismi della politica passeranno circa 3-4 anni, e intanto un altro mandato volgerà al termine. Altri 3-4 anni di intelligenza politica perduti nell’oblio degli interessi particolari.

Li guardi con tenerezza, hanno davvero voglia di cambiare il mondo.

Poi li rivedi dopo un po’ di tempo, sono svezzati. Hanno una giacca nuova, una borsa nuova, vanno tutte le settimane dal parrucchiere perché in politica occorre essere sempre presentabili (non si sa mai, una tv, un’intervista, un’ospitata..), sono brillanti. Li vedi in compagnia di personaggi di partito e si sentono importanti al loro fianco. Poi hanno la fortuna di incontrare il premier quarantenne e di stringergli la mano. Si sentono arrivati.

Poi gli chiedi che ne faranno di Carbonara 2 e ti guardano fissandoti con occhi semichiusi, come di chi deve metterti a fuoco. È lì che comprendi tante cose.

Poi gli chiedi del buco di bilancio dell’Amtab, della pseudo liberazione della caserma Rossani e via discorrendo. Non può sfuggire nemmeno la ricucitura della città con il nodo ferroviario.. Ma loro ti guardano e ti dicono: “Mi informo, ti saprò dire”..

Contraria ai giovani? Per carità, nella maniera più assoluta.

Ma una gavetta di quelle in stile antico non le fa più nessuno?

È questa la macelleria sociale del XXI secolo? L’aspirazionalità della politica creata dalla televisione a questo serve? A mandare carne da macello nei palazzi per riempire buchi, accontentare amici con gli stipendi e intanto gestire affari #aloroinsaputa?

Che direbbero gli statisti e padri della nostra Repubblica di tutto ciò?

Di necessità virtù e testa sotto la sabbia come gli struzzi?

“Per confondere.. poni in atto azioni di disturbo..”

Marilena Rodi

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...