Sliding doors..

amante

Aprì la porta, se la trovò di fronte. “Non abbiamo nulla da dirci, non più”, pensò come un fulmine quando la vide. Stava per chiuderle la porta in faccia senza parlare. “No, ti prego, non cacciarmi via. Ho bisogno di parlare con una donna. Una donna come te”, aggiunse.

Non le permise di entrare in casa ma acconsentì ad ascoltare quello che aveva da dirle. Non aveva sopportato quella invasione nella sua vita, non aveva sopportato nemmeno le sofferenze che le aveva inflitto. Era giunta a non sopportare più nemmeno la sua presenza, o l’idea stessa che – da qualche parte, nel mondo – esistesse. E quando, ironia della sorte, era riuscita a dimenticarla, quella donna era ripiombata nella sua vita, lì, davanti alla porta di casa sua.

“Non sono una spostata – esordì Magda – sono solo una donna sola”.

“Non credo – ribatté lei – che le donne sole si comportino come hai fatto tu. Forse non hai ancora messo insieme i pezzi di questo intricato puzzle, ma sopportare la tua presenza nella mia vita era diventato angosciante, straziante. Credimi, non ti sopportavo più, e non sopportavo nemmeno l’idea che potessi, un giorno, rincontrarti”.

“Mi odi, lo so. Ma non potevo arrendermi senza lottare, capisci?”.

La guardò. In quel momento provò estrema indifferenza verso quella donna. L’avrebbe fatta sparire solo con la forza del pensiero, se avesse potuto liberarsene in pochi istanti, invece era là con lei, davanti a una tazza di caffè al bar dell’angolo. Era provata Magda, aveva occhiaie profonde, forse non dormiva da giorni, le mani sembravano tremolanti, o forse era tutta una messa in scena. Proprio come tutte le sceneggiate che aveva immaginato nella sua testa e che poi aveva perfettamente rappresentato sul teatro della vita quotidiana, recitando a soggetto – da sola – perfettamente consapevole di essere l’unica a conoscere il copione.

“Tu dici che non potevi arrenderti. Ci sta. Una donna innamorata sarebbe capace di ammazzare. Non nego che ci si possa ridurre a uno stato mentale disperato. In questo siamo pari con gli uomini: nessuna differenza quando si tratta di amore. Non voglio nemmeno sapere come ti è potuto venire in mente tutto ciò, se hai studiato la notte, se hai consultato testi antichi o se sei solo diventata pazza. Ora, per cortesia, dopo questa pausa caffè tu sparirai dalla nostra vita. Possibilmente per sempre”. Pronunciò queste parole tutte d’un fiato, senza fermarsi perché temeva di essere interrotta. Poi la guardò fisso negli occhi: “Non sopporto quando mi pestano i piedi. Sicché te lo dico per l’ultima volta: dimenticati di noi e vivi la tua vita”.

“Amo ancora il tuo uomo, che è stato prima mio. Credi che possa accettare così semplicemente di mettermi da parte? Credi che sia facile dimenticare? Credi che me ne resterò in un angolo a immaginarvi felici?”, replicò senza timore Magda.

“Allora ti dico questo: saremo noi a sparire”. Lanciò la salvietta che aveva tra le mani sul tavolino, si alzò improvvisamente e si avviò verso la porta. “Addio Magda”.

Non fece in tempo a svoltare l’angolo che si trovò Riccardo di fronte. “Ehi, e tu? Che ci fai qui? Non dovevi essere in assemblea.. a quest’ora?”. Temporeggiò. Un lampo la colse. “Non dirmi che stai andando da lei!?”. Lui la sfiorò, ma lei si ritrasse con gesto veloce. “Dio mio, e io che avevo creduto alle tue parole. ‘Ho assemblea fino a tardi stasera’. E io a immaginarti al lavoro. Devo essere proprio una stupida”.

“No amore, non è come credi!”.

“No? E come tesoro? Cosa? Se non avessi lasciato quella donna, qualche minuto fa, potrei rischiare di pensare davvero a una coincidenza, ma come sai, non credo al caso. Che ci stavi andando a fare? E quando vi sareste accordati per vedervi? Quella donna si è presentata a casa mia, per caso la porto in un bar per non accomodarla, e chi trovo dietro l’angolo del bar dell’angolo? No, stavolta.. lasciatemi in pace”.

Gli voltò le spalle e con passo svelto si allontanò. Quell’incubo si stava finalmente chiudendo, non aveva mai creduto davvero alla sua remissione, non era mai riuscita a convincersi che il suo uomo sarebbe stato davvero suo. I fatti, le circostanze, le coincidenze parlavano chiaro. L’uomo per il quale aveva lottato ardentemente fino a quel momento aveva svelato il suo volto, e il caso aveva voluto che fosse proprio quella donna, la rivale, a fornirle la chiave per entrare nella stanza giusta e trovare la soluzione.

“Noi siamo così – le aveva detto Magda a un certo punto – ci piace stare in compagnia, condividere le intimità, scoprire momenti gradevoli in comunità. Non so se riesci a comprendere”. Quelle parole l’avevano folgorata. “È un’abitudine ormai. Non ne possiamo fare a meno, sentiamo la stessa necessità – le andava ripetendo – e io e Riccardo per tanto tempo abbiamo condiviso questa esigenza. Non ci manca nulla, capisci?”. La sensazione di nausea per un attimo le fece credere di svenire, poi pensò che mai il suo uomo aveva manifestato strane inclinazioni. Ci passò su senza darvi peso, pensando che quella donna stava facendo di tutto per depistarla. Poi, mentre camminava da sola, nel silenzio dei suoi pensieri il lampione sulla sua testa produsse la sagoma della sua ombra sul pavimento, davanti ai suoi piedi. Vi vide un doppio. Capì che Magda non le aveva mai nascosto nulla. È straordinario – pensò – come la nostra mente rifugga la verità banale e cerchi reconditi alibi per giustificare se stessi.

Marilena Rodi

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...