LA COGENZA DEL PERSONALE SUL PUBBLICO

uomini ripetizione

Imperativo, coercitivo. Prendo dal vocabolario Treccani: “nel linguaggio sociologico e psicologico, la qualità, il fatto di essere cogente; carattere obbligatorio, costrittivo”.

Cogente sarebbe rispettare i genitori, eppure c’è chi l’ammazza per sterminarne il patrimonio. Cogente sarebbe tutelare i figli, eppure c’è chi l’ignora e per tratti di follia senza soggetto li fa fuori per avere le mani libere. Cogente sarebbe prendersi cura degli ammalati, dei bisognosi, dei minori, delle vedove e della res publica. Ossignore, la cosa pubblica. Qual tasto dolente. E come potrei occuparmene se qualunque cosa io dica e scriva sarà strumentalizzata contro di me? C’è chi va riempiendo piazze e bar di tali fesserie che un giorno, non molto lontano, dovrà pentirsene di fronte all’inquisizione. Sì. Oggi scrivo, caro amico, senza peli. Perché sono stufa di tanta ignoranza.

Chi te lo fa fare di non vedere? Comodo, vero? Allora non ti sei nemmeno accorto che sotto il tuo naso, i militanti degli interessi personali, recitano una parte – quella delle persone per bene – che pur di tutelare la propria posizione sarebbe (è stata? è?) disposta a scendere ad accordi trasversali. No, per carità, non guardarmi male e non pensare ch’io abbia tornaconti personali. Giammai. Tant’è vero che non prendo soldi per scrivere quello che scrivo: né dalle forze di governo né da quelle di opposizione. Né tanto meno conosco il mio domani. Sai? Si fa fatica abbastanza a sopravvivere. E domani potrei trovarmi altrove a svolgere altre mansioni, magari l’operaia, magari la docente, magari la vagabonda sotto i ponti. E non parlo solo di abbondanza o precarietà finanziaria, ma pure di inadeguatezza morale. Vedo, sotto gli occhi, ogni giorno, uno spettacolo indecoroso. Tu resta pure al di là della linea gialla, quella del tuo turno. Affannati a portare a casa il pane da dare ai tuoi figli. Annaspa per pagare le bollette. E ammazzati di lavoro per ‘onorare’ le tasse. Tanto chi ti sta governando non sta pensando certo a te. Solo un teatrino agghiacciante di malconce figure si alterna a uno spettacolo ridicolo di comparse che i libri di storia dimenticheranno presto. Sono inutili e non arricchiscono i sussidiari. Chi li ricorderà? Però tu datti da fare: non accettare che questa gente decida della tua tasca, e soprattutto non mettere il capo sotto la sabbia come fa lo struzzo.

Ma lo sai che esistono funzionari pubblici che si accordano con i politici per conservare le egemonie e i potentati? Lo sai che ti prendono in giro quando si presentano in aula facendo finta di litigare? Ma lo sai che sarebbero disposti – tutti – a veder cadere la mia testa perché non ho padroni? Perché sono una persona libera? Peccato che – tutti – non si accorgano di quanto importante sia avere una stampa libera: perché se è libera è garanzia sia per chi governa che per chi è all’opposizione. Garanzia perché in caso di bisogno non si avrà necessità di comprare il consenso. Non ci sono tangenti o favori o mazzette che reggano la libertà di stampa. E questi signori che fanno?

Da una parte dicono che vogliono distruggerci. Dall’altra vorrebbero metterci il bavaglio.

Ecco cosa sono. Trasversali e subdoli, si accordano tra loro per tenerti all’oscuro, per farti credere quello che non si vede, per offuscarti la capacità mentale di capire i loro giochetti, per depistarti e per imbrogliarti. Nello stesso partito si son fatti (e si fanno) sgambetti per gelosie. Ma questo è un male comune a destra e sinistra. Non vedo differenze.

Nello stesso partito si menano, si prendono per i fondelli, si sfottono, si tradiscono. Si vendono per un piatto di lenticchie dopo aver fatto accordi extra-politici.

La polis, la città, da cui tutto nasce, oggi è polverizzata. Che polis? Che democrazia? Che arte diplomatica? Lascia stare, fatti prendere in giro, tanto non serve sapere. Che te ne fai di un’informazione se poi non la usi? Nasconditi, presto, il tempo per gli eroi non è questo. Chi cerca la giustizia e la correttezza e il rispetto delle regole e la pulizia in questi spazi urbani resterà deluso di scoprire che non vi sono più cervelli disposti a tutelare il proprio interesse. Perché non tutelando quello degli altri ognuno è lasciato solo a se stesso.

E prima o poi, soccombe solo.

Marilena Rodi

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