Gente senza Dio con tanti idoli

di Marilena Rodi

Se un gruppo musicale muove (ancora) centinaia e migliaia di fan per un concerto o per una foto con autografo in una location più o meno ‘figa’, credo non sia molto diverso da un iphone o ipad ultimo grido che favorisce code chilometriche dietro le vetrine dei negozi hitech. Se i centri commerciali si riempiono (ancora) nei week end per i super sconti ai televisori al plasma schermo piatto ultra pollici, non credo sia molto diverso dagli armadi colmi di polo-piumini-gilet-stivali e bomberini tutto stile ultima tendenza. E se in centri ristoranti si deve (ancora) prenotare qualche settimana prima per una cena, non credo sia molto diverso dal fine settimana sull’isola caraibica last minute. Per la serie #trovaledifferenze. Gli ultimi 20 anni soprattutto, ci hanno insegnato il valore del consumismo. Un valore ineccepibile, ottimistico e sopra-valutante.

Qualche giorno fa, riflettendo sulla capacità dell’Italia di restare in piedi nonostante la crisi (eufemismo, se si pensa a quanti gioielli di stato sono stati dismessi e a quanti gioielli di famiglia sono stati svenduti), non potevo non apprezzare la lucidità illuminante di Zygmunt Bauman nel pezzo ‘Questa economia ci consuma: la moralità è ormai merce’, tanto da voler condividere con i lettori meno fortunati (cioè quelli che non hanno avuto modo di apprezzarne il contenuto) alcune considerazioni. Una è questa: “Pare – scrive Bauman – che tutte le strade che portano alla felicità portino ai negozi. Ciò sottopone il sistema economico, e più in generale il nostro pianeta, a una pressione enorme. Ciò è disastroso per le nuove generazioni; è evidente che stiamo vivendo al di sopra dei nostri mezzi, sulle spalle dei nostri figli”. “L’idea della prosperità – continua – al di fuori delle trappole del consumo infinito viene considerata un’idea per pazzi o per rivoluzionari”. “Jackson – aggiunge – dice che ci sono delle alternative: le religioni, le famiglie, i quartieri, le comunità, il significato della vita. Ci sono enormi risorse di felicità umana che non vengono sfruttate. La maggior parte delle politiche realizzate nel mondo dai governi va esattamente nella direzione opposta”. Ecco, leggevo questo e non potevo evitare di pensare alla nostra (ex) isola felice, la Puglia. Avevamo l’olio, e ci vogliono affibbiare quello tunisino perché i nostri ulivi millenari forse si sono stancati di esistere e si sarebbero ammalati di xylella (però guarda che coincidenza dovrebbero lasciar posto – anzi strada – al gasdotto di passaggio proprio nella zona colpita dal virus); avevamo il mare e vogliono violentarlo con le trivelle per cercare petrolio; avevamo il vino e ci hanno seppellito sotto terra (sotto i tendoni) tonnellate di rifiuti (forse qualcuna pure radioattiva, chi sa); avevamo il cielo terso e ogni tanto – dopo l’apparizione di striature strane nell’azzurro – il meteo cambia improvvisamente scaraventando piogge violente (e alle volte pure grandini che paiono palle da tennis); avevamo il profumo di Mediterraneo e ora arrivano folate di fetore per via dell’invasione degli inceneritori e la pessima gestione dei rifiuti (sempre loro, ma quanto mangiamo-consumiamo-conferiamo!?); avevamo la salsa-fatta-in-casa, le belle angurie, le verdure che aiutano la digestione e l’evacuazione, e i prodotti tipici.. e adesso compriamo tutto all’iper, va di moda. Avevamo ‘tanta-roba’. Ci resta il dio denaro. Col denaro potremo acquistare ‘tanta-roba’, la salute però.. boh. “Assistiamo – dice Bauman – a un processo di mercificazione e commercializzazione della moralità”. La morale commerciale, dico io, di questi tempi si compra a buon mercato, è un idolo che tutti tengono in casa. La preoccupazione di cosa ci vestiremo. L’ansia del lavoro che faremo. Il timore di ciò che ci svagheremo. I desideri di chi o cosa conquisteremo. Siamo gente senza Dio con tanti dèi, però. Dèi senza bocca e senz’anima, ma tanto ammalianti.. Gli dèi non criticano e non disturbano. Gli dèi esistono nei nostri cuori e tanto basta.

[da un settimanale del 23 ottobre 2015]

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...