Tanto va la gatta al lardo..

Berlusconi e Alfano tornano insieme. Il centrodestra, però, è frammentato e frammentario. Salvini se ne va per i fatti suoi e Fratelli d’Italia non è pervenuto. Intanto Renzi (conflitto senza idee e pacifismo senza nazione) fa la guerra con i soldi nostri e Calabresi (il direttore di Repubblica) crede ancora nell’Europa. Oriana Fallaci è rediviva a ogni attentato dell’Isis, i talk show politici annoiano e chiudono in battenti, e i numeri delle vittime ancora non sono abbastanza. Madrid 2004: 192 morti. Londra 2005: 52 morti. Parigi 2005: 12 morti. Parigi 2015: 130 morti. Bruxelles 2016: 34 morti. Tot. 420 morti. Siamo in guerra o no? All’ombra delle banche, nel frattempo, in Italia, si fanno riforme per tutelare i risparmiatori (così dicono) ma gli azionisti (piccoli, ovvio) perdono milioni di euro guadagnati con l’economia e non con la finanza. Persino Putin ci strizza l’occhiolino e si offre di correre in soccorso dell’Europa. Noi, però, siamo un promontorio naturale nel Mediterraneo e siamo pieni di basi straniere, di servizi segreti, di diplomazie nullafacenti, di un governo che non conta nulla né in casa né all’estero e che porta carretti di gelato alle bandiere d’oltr’alpe.

C’era una volta la cronaca marziana della politica della confusione.

E vi preoccupate dell’Isis? I talebani del nullismo li abbiamo in casa. Mentre noi restiamo fermi a osservare i cristalli delle bomboniere, laggiù (quale laggiù? Ce n’è così tanti di laggiù) qualcuno muore. Attentati veri con bombe vere, con vittime vere, con strategie della tensione vere, e politici fantocci. “Il governo è prudente perché se non ci chiamano, nemmeno ci si va”, disse Giorgio Napolitano (ex) presidente della Repubblica. Tra le parentesi l’ironia spicciola.

Dunque un redivivo sodalizio a centrodestra (ah, occhio che in Germania le consultazioni regionali di una manciata di giorni fa hanno restituito un ritorno di fiamma proprio a destra) quaggiù in Italy significa troppo. Renzi avrà potere dentro i confini tricolore – sarà pure più potente di Berlusconi con tv e con media – ma la gente viaggia, scarabocchia nei social, urla oscenità linguistiche, fa fatica a rinunciare a Grillo, ma viaggia. Oppure s’interroga per paura. E la paura, sentimento che acceca le menti e le coscienze, non perdona. Se il popolo italiano intuisse che il buco di governo è più profondo di quello che viene comunicato, forse (il condizionale è d’obbligo) chiederebbe un referendum per licenziare il Parlamento, il Governo, il Senato, le commissioni, le delegazioni e pure gli uscieri.

La scacchiera delle mosse a effetto (guerra sì, ma siamo senza soldi, quindi niente guerra) ha consumato anche gli appassionati. Siamo un popolo senza speranze.

Suggerisco di non vedere il film ‘No Escape, colpo di stato’. Qualcuno cambierebbe pianeta.

[pubblicato il 26 marzo su il foglio di Maxima]

2 Comments Add yours

  1. Ottimo pezzo. Ed analisi veritiera (purtroppo, ahinoi)

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